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AZUR è presente e attiva sul mercato da più di 35 anni. Situata tra le verdi vallate del Chianti, è una tra le maggiori aziende in Italia nel campo degli arredi per la Prima Infanzia. Realizzare cose belle, utili, che possano essere funzionali alle esigenze delle mamme e accogliere, in piena sicurezza e in grande armonia, i primi passi del bambino è la nostra mission. Creatività, artigianalità, amore per il bello. AZUR in questi anni ha raccolto le sfide di un mercato in continua evoluzione ed è cresciuta rinnovandosi continuamente e creando sempre nuove linee di prodotti. I prodotti a marchio AZUR e il “segreto” che li anima sono a disposizione nei 600 punti vendita sparsi sull’intero territorio nazionale. AZUR distribuisce i prodotti a marchio BEABA e BEBECAR sul territorio nazionale.

mercoledì 10 novembre 2010

Scoprire di aspettare un bambino

Emozioni, aspettative, paure di chi scopre di essere incinta
Scoprire di essere incinta è una delle emozioni ed avvenimenti, forse, più importanti nella vita di una donna. Ringraziamo Martina per averci scritto alcune righe sul suo nuovo stato interessante.

Quando sono rimasta in cinta l'ho sentito subito. La mattina dopo mi sono svegliata e mi ha dato subito fastidio l'odore di candeggina, cosa che di solito non mi è mai successa. Il giorno dopo mi sono sentita diversa… non mi sentivo più sola dentro di me, sentivo la “presenza” di qualcosa, una presenza non fisica, piuttosto di un cambiamento nel mio corpo. E’ difficile da spiegare ma “mi sentivo mamma”. Dopo un paio di giorni sono incominciate le voglie, ho iniziato ad avere voglia di mangiare i cibi che non avrei mai mangiato prima di essere incinta… inoltre il mio stato d’animo ha iniziato a cambiare in modo repentino, a momenti mi sentivo felice e a momenti piangevo. A livello fisico ho sentito dei doloretti all'ovaia destra e una stanchezza incredibile.
Causa il cambio di alimentazione che mi ha portato a mangiare molta frutta acida rispetto a quanto facevo di solito ho avuto un periodo di nausee abbastanza fastidiose. Sono così corsa al riparo cambiando la dieta ed introducendo molti più cibi amidacei e proteici. Ho sperimentato che seguire un po’ le voglie mi faceva bene, nel senso che le nausee scomparivano, ma l’ho sempre fatto con coscienza, non esagerando nel mangiare cibi troppo grassi o altamente calorici. Sono sempre stata molto attenta alle combinazioni alimentari e ho continuato a farlo: è mia la responsabilità di iniziare e mantenere una buona alimentazione durante la gravidanza per assicurare al bimbo, sin dalle prime settimane di vita nel mio grembo, il nutrimento e le mie condizioni fisiche migliori. Ora la consapevolezza di che cosa che mangio e che avrei mangiato influenza lo sviluppo del/la bimbo/a mi ho reso molto più responsabile nella cura del mio corpo.
Quando, dopo 2 settimane in cui ho iniziato ad accusare i sintomi di una gravidanza, ho avuto la conferma del test: era certo, una nuova vita aveva preso posto in me e ha iniziato a svilupparsi! Da quel momento in poi ho iniziato a pensare per due...non c’è stato un grande ragionamento, è venuto spontaneo, istintivo. Mi sono sentita estremamente felice di essere mamma per la prima volta nella mia vita.
Le prime settimane non sono state psicologicamente facili perché è sopraggiunta la paura per un possibile aborto, che può capitare nel primo periodo, di solito entro la dodicesima settimana e così ho optato per la decisione di non divulgare la notizia della gravidanza se non alle persone più vicine fino a che questo pericolo fosse scongiurato.
E’ stato molto rassicurante informarmi subito su cos’è un embrione e come si sviluppa durante la gravidanza e sui metodi di parto… ciò mi ha tranquillizzata moltissimo. La decisione sulla tipologia di parto non l’ho ancora presa… quello di cui sono convinta è che partorire sia un avvenimento molto bello e di cui non c’è nulla da temere. Credo che alla fine propenderò per una metodologia di parto “dolce” che mi permetta di essere subito a contatto con il mio bambino, o in acqua
o in casa o entrambi. Sono convinta che il primo contatto con l'ambiente esterno sia molto importante per il bimbo e che incida ed influenzi la sua percezione futura della vita.
In questo periodo cerco, oltre che di assecondare qualche voglia alimentare e ad essere attenta alla dieta e alla mia salute, anche di assecondare le mie passioni, una delle quali è per la musica classica. La musica, ascoltata in relax, mi rilassa ma sono convinta che fa anche udire al bimbo suoni armoniosi e dolci, i quali influiranno positivamente nel suo futuro. Mi piace l’idea di frequentare un corso per gestanti che abbini il parto in acqua assieme all’ascolto di musica… questa è un'idea.
"

lunedì 8 novembre 2010

Andare alla scuola materna

A volte i bambini possono avere atteggiamenti a prima vista contraddittori
A volte può capitare che portando il bimbo alla scuola materna, anche se di carattere socievole, che voglia continuare a stare in braccio alla mamma, facendo i capricci, magari piangendo, perchè non vuole rimanere da solo. Quando invece si va a riprenderlo, alla fine della giornata, a sorpresa, può avere un atteggiamento contrario, cioè che non voglia venire e che continui a giocare. Come interpretare questo suo atteggiamento a prima vista contraddittorio? Che fare?
Riportiamo un intervento del dr. Ezio Aceti da Città Nuova di ottobre 2007 che tratta proprio di questa problematica.
"Il bambino che piange quando lo si accompagna alla scuola materna, non è capriccioso e tanto meno cattivo, ma perfettamente normale. Egli vorrebbe stare sempre con la madre perché ciò lo rassicura. Come comportarsi con lui? Quello che è importante è la modalità di separazione che deve avvenire in modo naturale tenendo conto del suo vissuto. Al momento del distacco, egli è in ansia perché ha paura di rimanere sempre senza la madre. Col pianto manifesta all'esterno questo timore che lui vive in modo esagerato perché non è ancora padrone del tempo e non ha ancora sufficiente esperienza. Il bambino, si può dire, ha le sue ragioni per piangere. È bene rispondergli tenendo conto di ciò e facilitare l'inserimento nella realtà, dando senso alla separazione che sta per avvenire. Questo è quello che vorremmo venisse fatto a noi quando soffriamo. Cioè vorremmo che chi ci sta vicino ci comprendesse e ci incoraggiasse a fare bene, senza rimproveri o minacce. Così è per il bambino ogni volta che si deve separare dalla madre o da qualche cosa che gli piace. Gli si può dire: Lo so che tu vorresti stare in braccio alla mamma, ma adesso devi andare dalla maestra. Sono sicura che tutto andrà bene e quando verrò a riprenderti mi racconterai cosa hai fatto. Queste o altre parole suggerite dall'amore non sono di poco conto perché possono dare senso alla sofferenza del distacco. Il pianto non deve preoccupare. Occorre comprendere che la madre è per il piccolo la prima figura di attaccamento. Le modalità di separazione da lei fanno spesso il discrimino fra uno sviluppo normale o patologico. La presenza o l'assenza fisica e mentale della figura materna è una condizione della massima importanza nel determinare lo sviluppo emotivo di un bambino. Le vicende separative costituiscono la base di un sano sviluppo individuale. Ne sono una testimonianza le varie problematiche che vengono riscontrate in persone che hanno subito un abbandono precoce da parte della madre. Un normale attaccamento, come quello di suo figlio verso di lei, prefigura una persona che sa aiutarsi, che sa chiedere e dare aiuto, con una buona immagine di sé e fiducia negli altri."

mercoledì 20 ottobre 2010

La perdita di un figlio


La riscoperta della gioia dei piccoli avvenimenti quotidiani
Questo mese siamo felici di pubblicare un'esperienza di una nostra collaboratrice, Candy, che ha sperimentato, anche nella tragicità della vita, che il valore delle piccole cose quotidiane possono dare gioia e senso alla vita.
"Diventare mamma è la cosa più stupenda che mi sia mai capitata in questa vita, e devo dire la verità che non avrei mai immaginato quanto bello, meraviglioso e coraggioso potesse essere far nascere un figlio.
In questi ultimi tre anni con l’arrivo del nostro piccolo José Manuel ho imparato tantissimo dalla vita. José Manuel era davvero un sole!, potevo passare ore solamente a guardarlo, e poi tanta pazienza, tanto amore, tanti sogni...
La vita, lo so, è un mistero, non potremo mai sapere il perché delle cose, però sono convinta che bisogna andare sempre avanti! Poco dopo la nascita di José abbiamo saputo che il nostro piccolo aveva una terribile malattia che pian piano lo ha portato "in cielo", in soli pochi mesi. Da parte mia e di mio marito non abbiamo fatto altro che amarlo più che potevamo, sapendo che da lì a poco sarebbe “volato in cielo” e abbiamo cercato di cogliere ogni attimo della sua vita con gioia, per amore a lui.

Sono passati ormai due anni dalla sua partenza al cielo, e con grande gioia ora con noi c’è il nostro secondo bambino, Nicolas Nicodemo, di 11 mesi. Ora posso dire che essere mamma per me è godere della presenza di mio figlio apprezzando tutto quello che la vita ci sta regalando, soprattutto nelle piccole cose: ogni sorriso anche se piccolo, i momenti di gioco, anche quando sono stanca e lui piange e devo alzarmi la notte per dargli da mangiare, oppure quando avrei tanta voglia di disegnare al computer come facevo prima ma non posso per accudirlo. Ora la mia vita ruota attorno a lui. Bisogna avere tanta pazienza e quando sarà il momento potrò ritornare a fare il mio lavoro.
Nel frattempo mi dico sempre che Nico lo potrò veder crescere solamente una volta, quindi ne devo approfittare di questa unica occasione."

E così nella nostra vita familiare quotidiana sono tanti i momenti dove possiamo dire Grazie Dio per mio figlio!, nonostante la tragica perdita di José Manuel.
Grazie Candy per questa splendida esperienza e complimenti per la vostra bellissima famiglia.