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AZUR è presente e attiva sul mercato da più di 35 anni. Situata tra le verdi vallate del Chianti, è una tra le maggiori aziende in Italia nel campo degli arredi per la Prima Infanzia. Realizzare cose belle, utili, che possano essere funzionali alle esigenze delle mamme e accogliere, in piena sicurezza e in grande armonia, i primi passi del bambino è la nostra mission. Creatività, artigianalità, amore per il bello. AZUR in questi anni ha raccolto le sfide di un mercato in continua evoluzione ed è cresciuta rinnovandosi continuamente e creando sempre nuove linee di prodotti. I prodotti a marchio AZUR e il “segreto” che li anima sono a disposizione nei 600 punti vendita sparsi sull’intero territorio nazionale. AZUR distribuisce i prodotti a marchio BEABA e BEBECAR sul territorio nazionale.

venerdì 24 giugno 2011

BPA FREE


Niente piu' biberon contententi Bisfenolo A
Ormai è da tempo che si sente parlare di questa sigla: BPA. Dallo scorso anno si è globalmente diffusa la questione sui presunti danni alla salute arrecati dall’esposizione alla sostanza e così, sono state avviate le verifiche dalle varie commissioni internazionali deputate alla salvaguardia della sicurezza e della salute pubblica.

Innanzitutto, che cos’è il bisfenolo A?
Si tratta di una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione con altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. L’esposizione al BPA attraverso gli alimenti è dovuta al suo impiego in talune materie plastiche e altri materiali. Ad esempio, il BPA è impiegato (sin dagli anni ’60) nel policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente, utilizzato per produrre recipienti per uso alimentare come le bottiglie per bibite, i biberon, le stoviglie di plastica (piatti e tazze) e altri recipienti di plastica. Residui di BPA possono essere presenti nelle resine epossifenoliche, usate per produrre pellicole e rivestimenti interni delle scatole di metallo di alimenti e bibite e per esempio dei coperchi degli omogeneizzati. Il BPA può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande conservati in materiali come quelli elencati; secondo alcuni studi, infatti, se una bottiglia in policarbonato viene riscaldata, il BPA ha maggiore probabilità di contaminare l’alimento.

Nel gennaio 2010 la FDA - Food & Drug Administration - degli Stati Uniti dichiarava  una certa preoccupazione circa il potenziale effetto del BPA sul cervello, sul comportamento e sulla prostata in neonati, bambini e ragazzi, nonostante fosse già regolamentato il livello minimo di esposizione umana alla sostanza. Infatti, anche in Europa, già nel 2006 l’EFSA – European Food Safety Authority - aveva fissato per questa sostanza una dose giornaliera tollerabile (DGT o  TDI) di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo, ovvero una dose può essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza rischi apprezzabili. L’EFSA constatava inoltre che l’assunzione di BPA da cibi e bevande era di gran lunga inferiore alla DGT, persino per neonati e bambini. Ciò era stato confermato due anni più tardi.

Nel frattempo, oltreoceano continuavano le ricerche a livello medico- scientifico, in cui si suggerivano l’esistenza di un collegamento tra l’aumento dei livelli di BPA urinario e una maggiore incidenza di patologie gravi, tra cui cardiopatie e diabete, oppure di possibili danni a livello neuro- evolutivi.
L’allarme è stato sollevato dal governo del Canada, che nel 2009 aveva introdotto norme per mettere al bando l’uso del policarbonato nei biberon. La Commissione Europea e quindi l’EFSA hanno continuato a monitorare la situazione e a fare le dovute verifiche analizzando criticamente le valutazioni sulla sicurezza del BPA in termini di salute umana provenienti da esperti di tutto il mondo.

Canada, Australia, Danimarca e Francia sono stati i primi Paesi a vietare l’impiego del BPA nei biberon; nel frattempo, negli Stati Uniti diversi Stati (tra cui Connecticut, Minnesota, Illinois) iniziavano a mettere al bando i prodotti in policarbonato destinati agli alimenti e venivano avviate restrizioni nonché misure che favorissero lo sviluppo di sostanze alternative.

Ma ecco che recentemente, ci sono stati degli sviluppi in ambito europeo e il 25 novembre 2010 la Commissione Europea ha approvato la direttiva (2011/8/UE) fissando il 1° marzo 2011 come data per il divieto di fabbricazione di biberon in policarbonato quindi contenenti bisfenolo A - i classici biberon di plastica trasparente.
Dal 1° giugno 2011 inoltre è bandita anche l’immissione sul mercato e l'importazione nell'UE di materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con prodotti alimentari che non siano conformi alla direttiva.

Notizia ancora più fresca ed eclatante: anche la Cina, secondo quanto comunicato ufficialmente dal Ministero della Sanità, sta cercando di allinearsi agli standard europei e vieterà la vendita di contenitori di alimenti per neonati e bambini contenenti bisfenolo A dal 1° settembre 2011. Le autorità di Shanghai hanno promesso un aumento dei controlli una volta che il divieto entrerà in vigore, per accertarsi che questi prodotti non siano distribuiti.

Fonti:
http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/bisphenol.htm
http://www.fda.gov/NewsEvents/PublicHealthFocus/ucm064437.htm
http://www.ilfattoalimentare.it/bisfenolo-bpa-cina-vietato-biberon-standard-europei.html
http://www.liberavox.it/home/index.php/ambiente/46-ambiente/72-dal-1-marzo-2011q-biberon-free-bpaq
Il Giornale dell’Infanzia, pag. 33, marzo 2011, Sfera Editore.

lunedì 21 marzo 2011

Le camerette Natura di Azur dipinte a mano


Azur è ancora una delle poche, se non l'unica azienda, nel panorama del vasto mercato italiano che ha ancora un processo artigianale nella produzione dei mobili per la prima infanzia che prevede l'areografia quale tecnica manuale per colorare i personaggi delle sue collezioni.
Ogni giorno nel reparto aerografia, mani precise e ricche di creatività, colorano e danno un tocco di vitalità a tutti i personaggi che animano le nostre collezioni.
Per esempio la camerette Natura, nella versione bianco/bianco e in quella bianco/giallo, è arricchita da tante piccole coccinelle che rendono i mobili allegri e pieni di vita!
Il bebè ha il diritto di crescere e di sviluppare i propri sensi in un ambiente piacevole, colorato, stimolante e soprattutto sicuro soprattutto da un punto di vista normativo, ecologico e di materie prime usate (per esempio i colori utilizati da Azur sono rigorosamente a base d'acqua.
www.azurline.eu

domenica 20 marzo 2011

Dieci cose che i papà avrebbero voluto sapere

Mi è capitato di leggere un libretto simpaticissimo sull'argomento del divenire papà e sfogliando le pagine mi sono soffermato sul paragrafo dal titolo: "dieci cose che i papà avrebbero voluto sapere"... un modo dovertente per sorridere e riflettere, pensando a quello che veramente è importante nella vita del nostro bimbo...



1
avrei voluto sapere cosa aspettarmi, allora forse avrei avuto la risposta giusta al momento giusto.


2
avrei voluto sapere che dovevo scrivermi tutte le cose divertenti che hanno detto.


3
avrei voltuo saper bilanciare la capacità di ascoltare e la voglia di risolvere. Senza dare ai miei figli la risposta "giusta" prima ancora che essi avessero finito di esporre il problema.


4
avrei voluto far tesoso di tutti i momenti speciali fatti di risate, lotte e storielle divertenti.


5
avrei voluto sapere che occorrono circa 35 minuti per pulire il pavimenti dal pongo, circa 45 per togliere i segni di pennarello dal muro e almeno 70 per pulire qualunque cosa imbrattata di vernice.


6
avrei voluto sapere cosa fare quando mancano i pannolini nel bel mezzo del parco in una bella giornata estiva.


7
avrei voluto sapere che un sorriso aiuta sempre.


8
avrei voluto sapere rimanere sveglio durante l'incontro degli scout del lunedì sera e all'incontro del calcio del sabato mattina.


9
avrei voluto sapere che i bambini possono ascoltare le parole ma danno sempre più attenzione ai fatti.


10
avrei voluto sapere che la paternità non è qualcosa che può essere recitato, appreso o immaginato, ma deve essere vissuto in ogni istante di ogni singolo giorno.