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AZUR è presente e attiva sul mercato da più di 35 anni. Situata tra le verdi vallate del Chianti, è una tra le maggiori aziende in Italia nel campo degli arredi per la Prima Infanzia. Realizzare cose belle, utili, che possano essere funzionali alle esigenze delle mamme e accogliere, in piena sicurezza e in grande armonia, i primi passi del bambino è la nostra mission. Creatività, artigianalità, amore per il bello. AZUR in questi anni ha raccolto le sfide di un mercato in continua evoluzione ed è cresciuta rinnovandosi continuamente e creando sempre nuove linee di prodotti. I prodotti a marchio AZUR e il “segreto” che li anima sono a disposizione nei 600 punti vendita sparsi sull’intero territorio nazionale. AZUR distribuisce i prodotti a marchio BEABA e BEBECAR sul territorio nazionale.
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venerdì 28 settembre 2012

Cani e gatti in casa? Ecco i vantaggi per i piccoli

Parliamo nuovamente del rapporto tra bambini e animali, ma da un altro punto di vista. Sappiamo che un animale domestico instaura una relazione affettiva particolare con i piccoli, ma spesso ci preoccupiamo di eventuali problemi legati alla convivenza quali igiene, germi e reazioni allergiche.
Ci sono buone notizie: qualche mese fa, i risultati di uno studio sugli effetti del contatto con cani e gatti durante il primo anno di vita del bambino rispetto alle malattie del tratto respiratorio [Respiratory Tract Illnesses During the First Year of Life: Effect of Dog and Cat Contacts], condotto da un’equipe di ricercatori finlandesi, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Pediatrics (American Academy of Pediatrics).
397 bambini finlandesi, nati tra il 2002 e il 2005, sono stati seguiti, dalla gravidanza al compimento del primo anno d'età; le informazioni sugli animali domestici “conviventi” e i dati sulla frequenza di sintomi e di infezioni respiratorie sono stati riportati su diari settimanali. Le conclusioni sono positive e confortanti: all’analisi, i bambini a contatto con i cani hanno sofferto meno di infezioni alle vie respiratorie e di otiti e hanno avuto meno bisogno di cicli antibiotici. Questi risultati hanno quindi suggerito che il rapporto di convivenza con gli amici a quattro zampe può avere un effetto protettivo e portare a un migliore sviluppo del sistema immunitario durante l'infanzia, rendendolo più resistente nella lotta contro le infezioni. Sembra inoltre che questi effetti benefici siano ancora più rilevanti quando il cane o il gatto vivono molte ore all’aria aperta, il che conferma che sporco e microbi portati in casa dai nostri animali non sono dannosi per la salute dei bimbi, anzi favoriscono lo sviluppo delle loro difese.
Cari genitori, possiamo vivere con meno ansia e godere dell’allegria dei cuccioli, consapevoli che la relazione tra loro porterà tanti doni preziosi.

Alcune fonti:

giovedì 16 agosto 2012

Svezzare è abituare alle novità

In inglese, lo svezzamento del bambino viene indicato con il verbo to wean che significa disabituare a qualcosa e, di conseguenza, abituare a qualcosa di nuovo.
Lo svezzamento rappresenta la prima grande tappa di crescita e autonomia.
Dopo i primi 5-6 mesi di allattamento, la mamma può iniziare a introdurre cibi solidi e a far assaggiare nuovi sapori al proprio bimbo. Questo processo di adattamento non deve essere “forzato”, anzi è fondamentale che ci sia serenità e rispetto. In questo modo, il bambino potrà acquisire le basi per affrontare altri importanti momenti della sua vita e la mamma imparerà a “lasciarlo fare da solo” [che non è cosa da poco!].
Proprio in quei mesi, il bimbo iniziare a provare molta curiosità nei confronti del mondo che lo circonda e la mamma deve assecondare l’esplorazione! Il cibo rappresenta il modo più immediato e naturale per scoprire il mondo: il bimbo lo toccherà, lo assaggerà, proverà a portare alla bocca un po’ di pappa con il cucchiaino e così, farà conquiste sia fisiche che psicologiche, vivendo il tutto con piacere e non come un obbligo.
Fisicamente, il piacere del cibo che va ingerito è molto diverso dal piacere del latte succhiato durante l’allattamento e anche per questo motivo è bene non “insistere” troppo e lasciare che il bambino ci dimostri di essere pronto alle nuove esperienze.
Non ha senso avere fretta perché l’apparato digerente di un bimbo di 5-6 mesi è ancora immaturo e non è in grado di assorbire i nutrienti presenti in certi alimenti; bisogna attendere che il riflesso della deglutizione sia acquisito per evitare che con i cibi solidi il bambino abbia una sensazione sgradevole di ostruzione o addirittura soffocamento e, di conseguenza, percepisca il mangiare come qualcosa di spiacevole; inoltre, fino ai 6 mesi, l’allattamento al seno o con latte artificiale è indispensabile per non incorrere in carenze nutritive.
Infine, è consigliato introdurre un alimento alla volta per non apportare troppe novità in un colpo solo! Il processo è lento e graduale quanto più è vissuto “secondo natura”. Quando si offre un cibo nuovo alla volta, la mamma fa sì che lui /lei prenda confidenza con la novità e riesce a capire le sue preferenze: eh sì, anche i gusti vanno rispettati, inoltre, se all’inizio il bambino rifiuta un cibo, possiamo sempre riproporglielo in una seconda fase!
L’importante è accompagnare il figlio nella scoperta del “nuovo” facendola percepire come piacevole arricchimento.

…è il caso di dire, buona pappa a tutti!


Testo consigliato:
Gianfilippo Pietra, Deliziose ricette per i primi 3 anni di vita. Perché fin dallo svezzamento il pasto sia un momento di salute e di gioia. Edizioni Red, Milano, 2004

giovedì 31 maggio 2012

Allattamento: "il cuore ha le sue ragioni"

A qualche settimana di distanza dalla XIII Giornata dell’Allattamento Materno promossa dalla Leche Legue, vediamo insieme quali sono i principi su cui si fonda la missione di questa associazione di volontariato e tocchiamo alcuni aspetti sociali legati all’esperienza dell’allattamento.
Innanzitutto, si considera l’allattamento come il modo più naturale ed efficace per la madre di capire e soddisfare i bisogni del bambino. Il necessario contatto e lo “stare assieme” permettono a mamma e bebè di stabilire una buona relazione e, da un punto di vista fisico, consentono la produzione del latte materno. Quest’ultimo è in assoluto il miglior nutrimento per il neonato, almeno fino ai primi sei mesi di vita. Idealmente, sarà il bambino stesso a non manifestare più il suo bisogno di essere allattato.
Sembra che la condizione durante il parto, quindi uno stato consapevole e attivo della madre in quel momento, influisca sul positivo avvio dell’esperienza dell’allattamento. Inoltre, è fondamentale l’appoggio e l’aiuto del padre il cui speciale rapporto con madre e figlio fa sì che si rafforzino i legami. Infine, è bene ricordare l’importanza di una buona alimentazione da parte della mamma. 

«L’allattamento materno è la fonte naturale di nutrimento e di sicurezza per il tuo bambino; per molte madri è il completamento della propria natura di donna». [L’arte dell’allattamento materno, La Leche Legue, seconda edizone italiana, 2005].
Molte donne in dolce attesa si chiedono “Potrò allattare?”. In tempi recenti, nella nostra società, si è insinuata l’idea che non tutte le mamme abbiano le “risorse” per nutrire il bambino con il proprio latte. Al contrario, l’incapacità reale di produrre latte è rarissima. Eventuali difficoltà possono sopraggiungere a causa di circostanze vissute e dipendono piuttosto dall’efficienza del meccanismo stesso dell’allattamento in quanto la produzione di latte si adegua alle necessità.
Insomma, più si conosce la lattazione umana più ci si rende conto che i problemi riscontrati spesso derivano dall’assenza di informazioni corrette su come gestire bene l’allattamento e dalla mancanza di una cultura a suo sostegno.
I modelli proposti dalla società possono confondere i neogenitori e possono essere distanti dalle loro personali aspettative ed intuizioni. Così, le frequenti pressioni sociali possono rendere difficile un’esperienza magnifica e naturale come quella dell’allattamento.
Per quanto riguarda, ad esempio, la famiglia d’origine va considerato che la nascita di un bambino apporta dei cambiamenti per tutti i componenti della famiglia. È una fase delicata che richiede maturazione da parte di tutti i membri della famiglia, sia quella nuova sia quella d’origine, al fine di evitare che il confronto tra esperienze diverse si trasformi in dubbio o in conflitto anziché diventare un momento di arricchimento e crescita.
Ogni mamma, ogni genitore deve poter ricercare il proprio modo di essere genitore. «Chi sceglie l’allattamento a richiesta, lo svezzamento libero, il seguire i bisogni e i ritmi del bambino, deve rinunciare a priori a seguire un modello prestabilito di comportamento, basato sui luoghi comuni, uguali per tutti, che la società propone come modelli genitoriali». [L’arte dell’allattamento materno, ibid., p. 94]
L’amore e il rispetto per se stessi e per il bimbo non possono che rendere semplici e meravigliose le cure durante la primissima fase dell’infanzia.